Ad un paio di chilometri dall'uscita del casello autostradale Firenze-Mare di Capannori (LU) sorge il nostro vivaio, felice approdo di una passione che si è trasmessa e rinvigorita fin dall'infanzia. La grande quercia che domina il giardino della mia abitazione fu da me seminata all'età di due anni mentre le camelie che la circondano arricchirono la collezione due anni dopo. Tutt'ora sono arbusti fioriti alti più di quattro metri.
Con alle spalle una lunga serie di esperienze, letture, esperimenti sviluppatesi per soddisfare l'insaziabile sete di conoscenza (naturale sfogo di qualsiasi amore) si è palesato, in tutta la sua forza, quanto una passione possa più di ogni altra argomentazione, facilitando l'approdo di quello che era in apparenza solo un passatempo ad una vera e propria attività lavorativa.
La superficie del vivaio si estende su circa 15.000 metri dei quali circa 1.500 attualmente coperti da serre. Una parte della superficie all'aperto è dedicata all'allevamento di piante in piena terra (camelie, conifere, rododendri, azalee, decidue di ogni genere, osmanthus, magnolie, querce, aceri, ecc.), l'altra alla produzione di piante in vaso. Ma se tante essenze dai nomi conosciuti occupano una buona fetta della produzione, il nostro giardino (la parola inglese garden, così di moda, così abusata, così non italiana…così insopportabile) nasce, si sviluppa e prende vigore grazie alla produzione di entità esotiche (nel senso vero e normalmente dimenticato del termine, cioè non indigeno). Questa attenzione verso l'insolito e il lontano è indubbiamente avvincente e contagiosa poiché spesso nelle rarità si celano veri e propri tesori botanici, impossibili da trascurare, poco noti spesso per presunte difficoltà di acclimatazione, riproduzione, allevamento, ecc., che poi, nella realtà, molte volte si sono dimostrate inesistenti. Così il Campostema Rubicundum, l'affascinante glicine rosso americano resiste fino ad 8c° sotto lo zero e probabilmente oltre, quando sui libri si legge assolutamente non tollerante le basse temperature; oppure l'Erytrina Crista Galli, dalle splendide spighe rosso fuoco ritenuta pianta tropicale ed invece coltivabile in quasi tutta Italia, una volta rispettate le più semplice norme di protezione per piante non completamente rustiche.
Una lunga serie di entità da scoprire o da riscoprire, coltivate, sperimentate, in alcuni casi (come i due precedenti) acclimatate all'interno del vivaio, è la specializzazione e la gioia della nostra attività; gioia di poter soddisfare la nostra e la vostra curiosità e di poter così mettere a disposizione di tutti, in un area climaticamente alquanto eterogenea come quella italiana, un bagaglio di conoscenze che si affianchi e finalmente interagisca con quello d'oltralpe notoriamente più evoluto e botanicamente più attento al nuovo di noi. Conoscenze che, come spesso accade in Italia, si sviluppano quindi al di fuori di organi competenti e cioè centri sperimentali di ricerca, università e scuole in genere…. Così nella Sardegna meridionale ed in Sicilia, laddove si potrebbe tentare l'acclimatazione di un numero enorme di piante tropicali, ho visto e continuo a vedere l'impianto di rododendri, camelie, magnolie, azalee, che nulla hanno in comune con quei climi dove fra l'altro in breve tempo muoiono alimentando sì il mercato ma avvilendo la conoscenza, che sono solo il frutto della supremazia botanico culturale dei paesi nord europei. Non sorprende quindi se la struttura del giardino e il vocabolario delle piante, a dispetto della latitudine cambi in realtà pochissimo da nord a sud quando in Inghilterra ogni giardino è diverso dal vicino ed ogni pianta passibile di coltura sotto quei cieli sia conosciuta e sfruttata. E pensare che nei testi inglesi spesso si legge: rustica in clima mediterraneo, e si indovina fra le righe, amarezza ed anche invidia verso noi ed il nostro beato clima!
Ad ogni pianta del nostro catalogo segue una legenda dalla semplicissima interpretazione con la quale si individuano tutte le esigenze di coltivazione. I dati pedoclimatici sono relativi ovviamente solo alla nostra area, come si evince da quanto sopra, non esistendo quasi per nulla in Italia termini di paragone, ma comunque decisamente attendibili, riletti ed aggiornati ogni anno.
Accanto a questo ruolo così impegnativo che va al di là della produzione e si unisce a quello ancor più gravoso ma altrettanto gratificante della conoscenza e quindi della cultura, si sviluppa quella che è la naturale meta della coltivazione delle rarità: la realizzazione con esse di giardini del tutto nuovi, ricchi di fioriture esotiche, con sfumature, colori, profumi, che finalmente superino in giardino standard pubblicizzato e venduto oggi e rendano giustizia al variegato mondo delle piante.
E per chiudere un appendice nata da poco, ma sulla quale crediamo molto, dedicata alle piante medicinali e curative alla luce delle moderne scoperte in campo scientifico. Dai peperoncini perenni così ornamentali e così benefici, agli aloe ormai studiati in tutte le varietà nei laboratori di ricerca per i poteri anticancerogeni, antiossidanti e antiallergici, dal famoso Ginseng, così utilizzato nella medicina popolare orientale, a certe crassulaceae sudamericane dai poteri curativi e preventivi straordinari.
Nelle tenebre della storia primordiale furono le piante a preparare la nostra esistenza, permettendo, all'ora come oggi senza nulla chiedere, se non l'essere lasciate indisturbate, la nostra sopravvivenza. All'interno di esse, accanto ai segreti meccanismi che regolano la vita si cela, forse, la nostra salvezza.